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D'Adamo: gruppi sanguigni e sport
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Ho ricevuto alcune e-mail che mi chiedono di esprimere un giudizio sull'inventore della dieta dei 4 gruppi sanguigni (Peter D'Adamo, L'alimentazione su misura – Sperling). D'Adamo afferma che in base al proprio gruppo sanguigno bisognerebbe evitare certi cibi che causano fenomeni di agglutinazione; poi va oltre affermando l'esistenza di una predisposizione all'attività fisica determinata dal gruppo sanguigno (per esempio gli individui del gruppo A avrebbero molte fibre rosse).
A mio avviso è incredibile come una casa editrice seria come Sperling possa pubblicare un autore che sostiene tesi palesemente assurde dal punto di vista scientifico. In particolare se ci fosse una relazione fra tipo di fibre e gruppo sanguigno TUTTI i maratoneti (che hanno poche fibre veloci!) avrebbero gli stessi gruppi sanguigni (quelli che orientano alla maratona). Invece non è così, essendo omogeneamente distribuiti con le stesse percentuali dei sedentari. Basta questa piccola considerazione per far crollare miseramente la tesi di D'Adamo che, evidentemente, si basa su elucubrazioni di filosofia della medicina o sull'osservazione di un numero di campioni troppo ristretto.

Percentuali dei gruppi nella popolazione (modificata da Williams)
Gruppo Bianchi Neri Orientali
A1 35 23 35
A2 10 6 1
B 8 17 23
A1 B 3 3 12
A2 B 1 1 1
0 43 50 30

Perché le conclusioni di D'Adamo non sono credibili? Perché, come sempre accade a chi vuol vendere milioni di copie, spinge sull'acceleratore e si inoltra in affermazioni non provate. Che possa esistere una qualche relazione fra alimentazione e gruppo sanguigno e quindi fra gruppo sanguigno e prestazione non si può escludere a priori; ma occorre dimostrare qualcosa con campioni di soggetti significativi. Se fosse vera l'influenza importante del gruppo sanguigno sull'alimentazione e quindi sulle prestazioni sportive del soggetto (chi si nutre male non può avere prestazioni ottimali) perché D'Adamo non ha mai creato un campione? Nessuno sportivo ad alto livello presta particolare attenzione alle tesi di D'Adamo (affascinanti solo per chi non ha basi scientifiche) e quindi sarebbe banale:
a) definire il suo gruppo sanguigno
b) ottimizzare l'alimentazione
c) arrivare a un record.
Questo con i campioni (dove già tutto è ottimizzato, a differenza degli amatori, dove progressi notevoli si possono avere, non solo a causa dell'intervento, ma anche di altri fattori che non erano stati precedentemente ottimizzati) D'Adamo non lo ha mai ottenuto.
Anzi, D'Adamo, spingendosi troppo in là, si dà la zappa sui piedi. Analizzando l'alimentazione dei campioni e il loro gruppo sanguigno si scopre che fanno i record non seguendo le indicazioni di D'Adamo, anzi, alcuni fanno esattamente il contrario!
Non siete ancora convinti perché i campioni non fanno testo? Facciamo un esempio normale che è un utile esempio di come si deve far ragionare il cervello. Il buon D'Adamo ci dice che il gruppo 0 deve astenersi da latte e latticini, mentre i gruppi B e AB devono farne largo uso. Se così fosse, di intolleranti al lattosio nei gruppi B e AB non ce ne sarebbero e D'Adamo avrebbe scoperto qualcosa di veramente utile e di scientificamente notevole. Peccato che non sia così...

diffidate sempre di chi vuol vendere la panacea di tutti i mali…



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