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elettrocardiogrammaAttualmente non esistono metodi per predire incidenti vascolari come l'infarto o l'ictus. Esiste una serie di fattori di rischio che possono metterci in allerta; altri esami (elettrocardiogramma) possono rilevare anomalie cardiache anche gravi, ma non possono svelarci il futuro relativamente all'infarto. La situazione è abbastanza chiara: poiché l'incidente vascolare dipende dalla formazione e dalla rottura di placche aterosclerotiche, deve essere considerato uno stato a due valori: sintomatico, non sintomatico. In altri termini una situazione a rischio può degenerare dopo un giorno, un mese, un anno, dieci anni ecc.
I parametri più noti che danno un'idea del valore del rischio sono il colesterolo (o meglio il rischio cardiovascolare, colesterolo totale/colesterolo HDL), i trigliceridi, la pressione arteriosa. Sono ormai noti da tempo e sono descritti in Cosa fare per il cuore.
Altri due parametri stanno però destando una certa attenzione.
La proteina C reattiva (CRP in inglese, PRC all'italiana) è un'alfa-globulina presente nel siero di soggetti affetti da infiammazioni (è così chiamata perché reagisce con il polisaccaride C dello pneumococco). Originariamente era impiegata solo come marker per le patologie reumatiche. Recentemente uno studio apparso sul New England Journal of Medicine (2002) l'ha correlata al rischio di infarto e di ictus, monitorando ben 28.000 soggetti in otto anni (ci sono altre centinaia di studi simili, ma nessuno di così importante rilevanza statistica). Il motivo è semplice: poiché viene prodotta quando si verifica un'infiammazione, durante la formazione e la rottura delle placche aterosclerotiche (eventi comunque "infiammatori") aumenta la sua presenza nel sangue.
Un altro studio (British Medical Journal) ha messo in relazione l'aumento oltre un certo livello dell'omocisteina e tre patologie cardiovascolari (infarto, trombosi venosa profonda e ictus); in particolare l'omocisteina aumenta per un difetto genetico del soggetto, la mutazione di un gene che riduce i livelli di acido folico nel sangue e provoca il conseguente innalzamento del livello di omocisteina (per questi soggetti è infatti prevista l'integrazione con acido folico in ragione di circa 1 g al giorno).
Nello sport – Queste scoperte hanno particolare rilievo per chi fa sport in presenza di fattori di rischio (il classico sedentario con la pressione alta o i trigliceridi alle stelle che non sa rinunciare alla partita di calcio settimanale); se il controllo dell'omocisteina riguarda tutto sommato un numero esiguo di soggetti, il controllo della PRC dovrebbe essere inserito fra gli esami di routine.

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