Il tendine rotuleo
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Essendo un tendine molto robusto (tant'è che il terzo centrale del rotuleo può essere impiegato come neolegamento nella ricostruzione del legamento crociato anteriore) è importante capire che alla base delle sue patologie c'è sempre un errore dell'atleta. Infatti la corsa non è particolarmente traumatica per il rotuleo (a differenza del tendine d'Achille). Lo diventa in questi casi:
a) L'atleta corre in sovrappeso; la tendinite del rotuleo è tipica di chi inizia a correre con molto entusiasmo e brucia le tappe, sottovalutando il traumatismo di una corsa in sovrappeso.
b) L'atleta abbina la corsa a sport elastici, come il basket, la pallavolo o il calcio su superfici sintetiche. In questo caso la corsa predispone a praticare l'altro sport in condizioni di stanchezza muscolare con conseguente superlavoro del tendine rotuleo nei gesti in cui si richiede molta elasticità.
c) L'atleta sceglie percorsi collinari troppo impegnativi, in particolare le discese provocano un sovraccarico durante l'azione frenante.
Il sintomo classico della tendinite è un dolore da modesto a ben percepibile nella zona centrale del tendine. Purtroppo bastano pochi chilometri di riscaldamento per scaldare il tendine e far svanire parte delle sensazioni dolorose, illudendo il runner che sia cosa di poco conto.
In genere la tendinite può guarire spontaneamente con la sospensione degli allenamenti. Trattamento elettivo (da eseguirsi comunque a riposo) è il laser di potenza, cui possono essere abbinati tutte le altre terapie classiche in caso di tendinite. In genere la patologia rientra in 20-25 gg. Nel caso perdurasse, è necessaria un'ecografia per valutare la degenerazione del tendine stesso (tendinosi) o la presenza di calcificazioni. La degenerazione del tendine rotuleo è ancora più subdola di quella dell'Achille (che in genere avviene dopo anni di attività sportiva) perché il dolore di un'infiammazione acuta è generalmente modesto e l'atleta è portato a "correrci sopra". Bastano due-tre mesi in questa condizione per degenerare il tendine. Ben si comprende che una strategia disastrosa è l'uso di antinfiammatori che, con la loro azione dolorifica, tendono ad abbassare ulteriormente la sensazione di dolore, consentendo gli allenamenti, ma stressando e degenerando ulteriormente il rotuleo.
La presenza di calcificazioni potrebbe essere risolta con il litotritore, strumentazione della quale comunque non si devono esagerare i meriti. Infatti il tendine rotuleo degenerato richiede necessariamente un trattamento chirurgico nella gran parte dei casi; il risultato dell'intervento dipende da quanto prima si fa.
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