Schiena e lattice
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Martellati dalla pubblicità e da notizie prive di fondamento (basta aggiungere il termine "ortopedico" e ogni materasso diventa sano!), si sceglie a caso. In realtà un materasso dovrebbe:
- essere rinnovato al massimo dopo 10 anni (supposto che la qualità iniziale sia ottima);
- dovrebbe avere il giusto supporto (poche doghe in legno non possono garantire un sostegno adeguato);
- dovrebbe essere del materiale giusto.
Il lattice – Con tale termine si indica la linfa dell'Hevea
brasiliensis
(albero della gomma). La pianta era nota ai Maya che fabbricavano con il
lattice le palle con cui giocavano a un gioco antenato del calcio. La
proprietà principale del lattice è la sua elasticità, unitamente alla sua
resistenza alla deformazione. Grazie alla sua specifica struttura
molecolare, il lattice può allungarsi moltissimo, senza raggiungere la
soglia di rottura e senza subire alcuna alterazione di forma e delle
proprietà iniziali. Queste caratteristiche lo rendono il componente ideale
nella produzione dei materassi. Infatti, grazie alla sua capacità di "deformarsi", recuperando però velocemente la dimensione originale, è in grado di garantire alla spina dorsale la posizione più corretta durante il riposo, adattandosi perfettamente alle linee del corpo e sostenendolo in modo ottimale in ogni sua parte.
L'elasticità e la capacità di modellarsi al corpo fanno sì che la superficie di contatto sia ottimale, favorendo il totale rilassamento della muscolatura e una migliore e regolare circolazione sanguigna.
Ma se l'elasticità è la caratteristica principale del lattice, vi sono altri pregi, non meno importanti:
- è ipoallergenico, in quanto non permette il proliferare di muffe, batteri ed acari;
- è un materiale altamente traspirante, grazie alla sua particolare struttura cellulare a "microcelle aperte" e alla lavorazione a cui viene sottoposto, che crea una fitta rete di canali d'areazione.
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