Per sapere tutto sulla corsa
Il fitwalking
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Il fitwalking vorrebbe essere una versione più sportiva e scientifica del semplice concetto di camminare (fitwalking="arte del camminare"). Recentemente, soprattutto per opera del grande marciatore Damilano, viene proposto anche come attività sportiva salutista.
Sinceramente mi sembra un po' una forzatura che deriva dal grande amore che Damilano ha per la marcia.
Per chiarire la mia posizione parto proprio dal sito fitwalking.it e dal loro elenco di punti a favori del fitwalking che sarebbe adatto:
 
...ad ogni persona che ha bisogno di mantenere il suo fisico attivo, di combattere la vita sedentaria imposta dal proprio lavoro e di cercare di prevenire le malattie cardiovascolari.
In teoria è vero, ma per ottenere benefici significativi occorre fare fitwalking almeno 60-80' al giorno. Pensare che con 40' si modifichino i parametri fisiologici del soggetto è molto ottimistico come sperare che bastino 20' di corsa al giorno. Se poi non si fa fitwalking tutti i giorni è ottimistico sperare che bastino 3 h alla settimana. L'affermazione del sito porta cioè il soggetto verso il low training: è convinto di essere attivo e di fare sport, ma i suoi indici fisiologici (basta un esame del sangue) sono gli stessi di un sedentario.
 
...a chi desidera compensare, con un'attività alla portata di tutti, le situazioni quotidiane di stress che possono provocare danni fisici e psicologici.
Questo è vero, ma allora basta una sana passeggiata in un parco...
 
...a chi è soprappeso: in un'ora di pratica infatti si possono bruciare circa 300 calorie; con la corsa se ne possono consumare in maggiori quantità, ma sicuramente in modo più traumatico per le articolazioni e i tendini.
Molto onesta l'affermazione. Il problema è che 300 kcal non sono poi granché, soprattutto perché il fitwalking non arriva allo stesso livello di stress di una corsa "tirata". Ho diverse attività che mi portano a camminare per ore a buon passo, spesso molto "appesantito". Brucio sì molte calorie, ma l'appetito aumenta, cosa che non succede (per superamento di un livello minimo di stanchezza) quando mi alleno con la corsa.
 
walking o corsa?... a quelle donne che cercano un'attività fisica capace di sviluppare e tonificare alcune parti anatomiche di rilevante importanza estetica (pettorali e glutei), senza arrivare a sforzi e fatica troppo elevati.
Questa è una visione molto maschilista dello sport. È ora di finirla con le donne incapaci di reggere sforzi elevati. Basta guardare i tempi delle migliori maratonete. Quanti sono gli uomini in Italia che riescono a correre nel tempo della Radcliffe?
 
...a coloro che praticano attività aerobiche specifiche, quali ad esempio il trekking, e desiderano mantenersi allenati anche nei periodi in cui si trovano nei loro luoghi di residenza.
Come dicevo, io pratico trekking e altre attività che mi impegnano a camminare molto. Mi alleno correndo, ottengo risultati decisamente migliori.
 
...a coloro che, dopo anni di inattività, intendono iniziare la pratica di un'attività sportiva di tipo aerobico (la corsa, la mountain bike, il ciclismo e così via).
Corretto, se il soggetto è sovrappeso. Se non lo è, basta iniziare alternando corsa e camminata.
 
...a coloro che devono elevare il loro livello di efficienza.
Non capisco cosa voglia dire. Occorre stimare di quanto aumenta il livello di efficienza per vedere se il gioco vale la candela.
 
...a coloro che devono ricuperare dopo infortuni muscolari e/o articolari.
Anche questo non è scientificamente esatto perché troppo generico. Non penso che un campione olimpico dopo un infortunio, quando è guarito, faccia fitwalking. E neppure un amatore abbastanza ben messo...
 
...a coloro che hanno piccoli problemi cardiaci o che sono reduci da lievi infarti (esistono a tale proposito diversi studi medici).
Può essere corretto, ma come si può definire "piccolo" un problema cardiaco? A mio avviso si gioca sul fatto che molti stati cardiaci (come soffi al cuore o extrasistole) vengono giudicati da persone rimaste alla preistoria della medicina sportiva come "piccoli problemi cardiaci", mentre andrebbero indagati e risolti o in situazioni di perfetta normalità o in casi patologici da trattare adeguatamente.
 
Riassumendo, il fitwalking può essere consigliato a persone in sovrappeso deciso o con patologie particolari. Un soggetto che si ritiene sano (per me il sovrappeso è una malattia a tutti gli effetti poiché un parametro fisiologico, il grasso, è fuori standard) perché dovrebbe fare fitwalking? L'unica risposta è: per non fare molta fatica. Ma a me questa risposta (che sa di scorciatoia e scarsa forza di volontà) non piace...

IL COMMENTO

E la marcia?

La marcia è uno sport agonistico che interessa una parte piccola della popolazione. Quest'affermazione farà soffrire i praticanti di questa vecchia disciplina, ma è incontestabile che il gesto è altamente innaturale perché ben poco ha dell'usuale cammino.
Oggi come oggi, pochi giovani la praticano e spesso sono atleti che, nella corsa, sarebbero ben lontani dai vertici. L'esasperazione tecnica fa sì che si debba passare sopra il senso stesso del gesto: al rallentatore tutti corrono, è impossibile vedere sempre un piede a contatto con il terreno.
Dal punto di vista olimpico ha un senso storico; nata e coltivata in epoche in cui sembrava impossibile per l'uomo correre facilmente una maratona, era il modo più semplice per dimostrare che si potessero compiere grandi distanze "camminando". Poi da un lato la corsa ha preso piede e ora migliaia di amatori riescono banalmente a concludere una maratona senza essere dei fenomeni, dall'altro il gesto tecnico della marcia è diventato sempre meno vicino al cammino, tant'è che molte gare sono praticamente decise dai giudici.
Da un punto di vista salutistico (cioè non agonistico) si scopre poi che nessuno la usa così come la conosciamo, degenerandola nel fitwalking che, ironia della sorte, è adatto alla parte più soft della popolazione, cioè a chi ha dello sport una visione che tende a "evitare ogni esagerazione", molto lontana dalle fatiche dei marciatori professionisti.


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