Vitamina C (acido ascorbico)
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La
vitamina C (acido ascorbico) è una delle
vitamine più importanti perché il suo spettro d'azione è veramente ampio.
Vediamo gli effetti più importanti: - è attiva nella produzione di anticorpi e rafforza la funzione dei fagociti, aumentando la resistenza dell'organismo;
- è un ottimo antiossidante (combatte i radicali liberi);
- entra nei processi di sintesi del collagene, dell'interferone, della carnitina, degli ormoni surrenalici ecc.;
- entra nei processi di produzione dell'energia;
- previene l'accumulo di istamina (azione antiallergica);
- favorisce l'assorbimento del ferro e di altri minerali (zinco, calcio, magnesio ecc.);
- protegge dall'inquinamento e da molte sostanze tossiche (nicotina, benzoato ecc.).
La carenza di vitamina C provoca lo scorbuto; se l'alimentazione è particolarmente povera di vitamina C (o se esistono altre condizioni patologiche, come ipertiroidismo, patologie infiammatorie, gravidanza, allattamento, interventi chirurgici), dopo un periodo di latenza, che negli adulti può variare da tre a dodici mesi, compaiono i sintomi della malattia (piccole emorragie, irritabilità, apatia, dimagrimento, dolori muscolari e articolari, difficoltà a rimarginare le ferite). Ovviamente la cura si basa sulla somministrazione di vitamina C.
Assorbimento - La vitamina C è assorbita a livello dell'intestino tenue mediante un processo di trasporto attivo saturabile.
Dire che il processo è saturabile significa che la percentuale di assorbimento scende al crescere della dose. Fino a 30 mg è del 100%, da 30 a 180 mg scende al 70%. Circa il 50% di una singola dose compresa fra 1 e 1,5 g viene assorbito a livello intestinale. Fino a 500 mg l'assorbimento avviene per trasporto attivo, poi entrano in gioco meccanismi di diffusione.
Quindi (approssimativamente):
| Quantità assunta | Quantità assorbita |
| 100 mg | 80 mg |
| 200 mg | 150 mg |
| 500 mg | 300 mg |
| 1.000 mg | 550 mg |
Concentrazione plasmatica - La vitamina C non utilizzata dall'organismo viene espulsa velocemente per via renale. Questo fatto porta molti ricercatori a ritenere che sia inutile una dose di vitamina C superiore alla RDA europea consigliata (60 mg, una dose bassissima). A parte considerazioni pratiche per le quali gli stessi ricercatori che affermano ciò si smentiscono, non ha pregio il fatto che nel corpo umano sia contenuta al massimo una quantità di vitamina C che va da 1,5 a 5 g. Infatti una supplementazione giornaliera di 0,5/1 g rappresenta un terzo della dose contenuta nel corpo. Con un'analogia, la quantità di carboidrati stoccata nel nostro corpo è di 500 g circa (glicogeno più glucosio circolante), ma noi ne assumiamo giornalmente una quantità che è superiore a un terzo (a meno di non seguire una dieta poverissima di carboidrati). Più interessante il fatto che rimarca come la concentrazione plasmatica media di vitamina C è di circa 0,5 mg/dl (circa 25 mg circolanti); questo dato sembrerebbe rimarcare l'inutilità di superare dosi eccessive che comunque sarebbero eliminate. Va notato che la dose circolante è un concetto puntuale nel tempo, cioè in un dato istante. Quando la vitamina C viene ceduta ai tessuti il circolo è pronto a riceverne altra. In ogni caso, decisiva è la ricerca (1995) del Consiglio superiore d'igiene pubblica di Francia (sezione alimentazione e nutrizione): l'analisi degli studi in letteratura, mostra che la concentrazione plasmatica della vitamina C aumenta nel 95% degli individui fino ad assunzioni che vanno da 400 mg (per i meno sensibili all'incremento della quantità) a 1 g (per i più sensibili) raddoppiandosi o triplicandosi rispetto alla situazione con assunzione normale (60 mg).
Quindi: fino a 0,5-1 g di vitamina C (la soglia a mio avviso dipende anche dall'attività fisica del soggetto) più vitamina si assume più ne viene eliminata (fra l'altro, secondo alcuni il surplus di vitamina nella vescica diminuirebbe il rischio di cancro con effetto analogo all'azione della vitamina nell'esofago sui nitriti/nitrati), ma più aumenta la concentrazione plasmatica.
Il fabbisogno - A questo punto non resta che chiedersi se una maggiore concentrazione plasmatica di vitamina C sia positiva: un numero enorme di ricerche rispondono di sì, contraddette da un numero decisamente inferiore.
Per esempio nel recentissimo PDR (Physicians Desk Reference) Integratori nutrizionali (attualmente il riassunto delle ricerche più aggiornate) si legge (pag. 579):
In soggetti adulti sani, è improbabile che dosi orali fino a 3 g/die di vitamina C causino effetti collaterali. Gli effetti secondari più frequenti in soggetti che assumono dosi maggiori sono di tipo gastrointestinale e comprendono nausea, crampi addominali, diarrea e flatulenza.
Dallo stesso testo:
in letteratura non sono riportati casi di sovradosaggio.
Inoltre:
in letteratura non si segnalano casi di scorbuto da sospensione di vitamina C.
Per ulteriori dettagli rimandiamo all'articolo sull'integrazione vitaminica.
La dose pertanto può essere di 0,5-1 g soprattutto per tutti coloro che hanno superato i 35 anni. Tali dosi possono essere ottenute con i cibi oppure con integratori di alta qualità.
