Guida agli integratori alimentari
Selenio
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Il selenio è un elemento chimico (simbolo Se), numero atomico 34, peso atomico 78,96, punto di fusione 221 °C. Appartiene alla serie dei non metalli. Fu scoperto nel 1817 da Jons Jacob Berzelius che lo trovò in associazione con il tellurio.
Il selenio è disponibile, sotto forma di seleniuro, in molti solfuri minerali.
Negli esseri umani il selenio è un oligonutriente che, in sinergia con la vitamina E, contribuisce all'eliminazione dei radicali liberi.
Il selenio ha un ruolo fondamentale nel funzionamento della tiroide dal momento che è necessario al corretto funzionamento della 5-deiodinasi, un enzima artefice della conversione della T4 in T3.
Il selenio è anche un costituente della glutatione perossidasi, un enzima ad azione antiossidante. È infine un elemento necessario per la normale crescita.
Nei soggetti sani la carenza di selenio è un'evenienza abbastanza rara (può verificarsi in soggetti la cui funzione intestinale ha subito gravi compromissioni, in coloro che sono sottoposti a nutrizione parenterale totale e nelle popolazioni le cui risorse alimentari derivano da fonti agricole ottenute da terreni poveri di selenio); quando essa si verifica può tuttavia provocare e/o essere associata a diversi stati patologici come per esempio la malattia di Keshan (una cardiomiopatia scoperta in una provincia cinese, Keshan appunto, il cui suolo è povero di selenio), il morbo di Keshan-Beck (un'artropatia degenerativa tipica delle zone della Cina, della Siberia e della Corea dove il suolo è carente di selenio), il gozzo endemico, sofferenza epatica e muscolare, depressione dell'attività microbicida dei neutrofili, patologie cardiovascolari, cretinismo mixedematoso endemico, tiroidite di Hashimoto ecc.
Il selenio è presente in molti alimenti; fra quelli che ne sono più ricchi ricordiamo le noci del Brasile, i reni di maiale, il tonno, i cereali, le ostriche, le uova, il lievito di birra, i broccoli, i cavoli, i cetrioli, i ravanelli, l'aglio e la cipolla. Il contenuto di selenio nei prodotti ricavati dalla terra dipende ovviamente dalla presenza di selenio nel suolo che, anche quando è ottimale, può essere assorbita non efficacemente dalle piante nel caso i terreni vengano trattati con fertilizzanti contenenti zolfo.
Una volta giunto a livello intestinale, il selenio viene assorbito quasi totalmente (90%) e si distribuisce nei tessuti non grassi; il selenio è contenuto in particolar modo nei tessuti di milza, fegato, reni e cuore.
La concentrazione ematica del selenio va da 0,15 a 0,22 mcg/100 ml.
L'eliminazione del selenio viene fatta per via urinaria e per via polmonare. Un'eventuale presenza di selenio nelle feci indica un basso assorbimento di questa sostanza.
L'attenzione nei confronti dell'integrazione con il selenio è dovuta in particolar modo alle sue azioni antiossidante e antiradicalica.
 
selenioEffetti dimostrati
Il selenio è un elemento necessario alla promozione di una corretta crescita e un regolare sviluppo.
Autonomamente,  o in sinergia con la vitamina E, il selenio svolge un'azione di tipo antiossidante.
 
Avvertenze
L'uso topico di selenio è controindicato nei soggetti con problemi di tipo dermatologico.
Il sovradosaggio di selenio può essere causa di selenosi, una condizione caratterizzata dalla presenza di numerosi problemi (caduta di capelli, sbiancamento delle unghie con presenza di macchie, stanchezza, irritabilità, apatia, ritardo nella cicatrizzazione, odore di aglio nell'alito e nel corpo, turbe gastroenteriche, mielite ecc.). Intossicazioni gravi di selenio (per esempio provocate da scarichi di attività industriali) possono provocare patologie epatiche e cardiomiopatie.
L'assunzione di vitamina C può ridurre l'assorbimento del selenio introdotto in forma inorganica. Il selenio può ridurre la concentrazione ematica di vitamina C. La vitamina E e lo iodio possono avere azione sinergica con il selenio.
 
Dose efficace
Un'assunzione giornaliera media pari a 100 mcg copre in modo ottimale la quota di selenio necessaria.
Negli adulti le dosi di selenio consigliate sono di 50-55 mcg giornalieri.
Nei neonati fino a 6 mesi la dose è di 10 mcg, da 6 mesi a un anno la dose è leggermente superiore: 15 mcg. Da uno a 6 anni è di 20 mcg, da 7 a 10 anni di 30 mcg, da 11 a 14 anni di 40 mcg.
Dosi superiori ai 400 mcg giornalieri possono essere cause di selenosi (vedasi Avvertenze).
 
A chi serve
L'integrazione di selenio è utile a tutti quei soggetti che vivono in zone in cui il suolo è povero di selenio e in coloro che hanno un introito nutrizionale inadeguato. Un soggetto sano che segue un regime alimentare corretto non necessita di integrazione di selenio.


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