Il metodo Montignac
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Il
metodo Montignac ha conosciuto una grande popolarità
grazie a uno sforzo di marketing non indifferente. Il motore della campagna
è sempre lo stesso: fare credere che con semplicità e senza fatica si riesca
a ottenere ciò che si vuole. Affascinante, ma, come sempre, alla fine
deludente. Vediamo per sommi capi il metodo di Montignac:
1) Non serve calcolare le calorie degli alimenti.
2) La causa del sovrappeso è la qualità dei cibi.
3) Ciò che conta veramente è l'indice glicemico dei cibi.
4) Scegliete cibi a basso indice glicemico, la quantità non conta.
Secondo Montignac ogni alimento ad alto indice glicemico introdotto provoca un eccessivo aumento della glicemia che induce l'organismo a secernere molta insulina che ha il compito di abbassare la glicemia. Ma favorisce anche l'annidamento dei grassi nei tessuti, causando quindi sovrappeso e obesità.
Cibi consentiti (perché indice glicemico < 50): Carne bianca, carne rossa, salumi, formaggi stagionati, pesce, uova: indice 0. Zucchine, agrumi, albicocche, mandorle e noci, yogurt magro: indice 15. Lenticchie e cioccolato amaro: 22. Latte e pompelmo 30. Carote crude: 35. Fragole e pane integrale: 40. Spaghetti al dente: 45. Uva: 50.
Cibi non consentiti (perché indice glicemico > 50) : Spaghetti ben cotti e kiwi: 55. Banane, melone, pasta fresca, gelato: 60. Pizza, fette biscottate, marmellata: 65. Ananas, patate bollite, peperoni, ravioli: 70. Carote cotte, miele, riso: 85. Purè di patate: 90. Patate fritte: 95. Zucchero: 100.
Il metodo Montignac funziona?
Il metodo di Montignac è destinato al fallimento perchése il modello ha UNA incoerenza (o a un errore) o se, partendo da ciò che propone, si arriva a UNA incoerenza, allora l'INTERO modello è da gettare. Questo dice la scienza.
Esiste una ricerca che dimostra inequivocabilmente che le affermazioni di Montignac sono solo speranze: un eccesso di fruttosio (che è uno dei carboidrati a più basso indice glicemico e quindi secondo Montignac potrebbe essere assunto a volontà) ci fa ingrassare.Ecco alcuni degli errori del metodo Montignac:
- Ormai sanno tutti che non conta l'indice glicemico, ma il carico glicemico che dà l'azione globale dell'insulina. Con la solita analogia, l'indice glicemico è come il peso specifico di un materiale (per esempio 7,8 per il ferro e 1 per l'acqua) e il carico glicemico è il peso. Meglio ricevere una pallina di ferro su un piede che essere schiacciati da una tonnellata d'acqua.
- Non considera minimamente i macronutrienti. Per esempio il soggetto potrebbe mangiare solo grassi (burro) e ciò secondo Montignac non solo lo farebbe dimagrire (visto che non scatena l'azione insulinica), ma sarebbe accettabile! In altri termini, come molte diete demonizzano eccessivamente i grassi, la logica conseguenza del metodo Montignac è la santificazione dei grassi: i grassi non ingrassano!
- Come Sears, Montignac considera l'azione dell'insulina sempre negativa. Ovvio che si rivolge solo a persone in sovrappeso, non certo a sportivi.
- I chili persi le prime settimane sono quelli che si perdono perché scompaiono le riserve di glicogeno e perché il soggetto, mangiando comunque meglio perde grasso (è costretto per esempio a usare frutta e verdura e a diminuire pasta, pane e dolci). Inoltre nei casi in cui la dieta di Montignac sia troppo proteica (il soggetto sceglie cibi proteici) ottiene l'effetto iniziale delle diete iperproteiche dove nei primi tempi parte delle proteine non è assorbita. Ma poi alla lunga? Il maggior testimonial iniziale del metodo, l'attore G. Depardieu, era originariamente dimagrito (far dimagrire un soggetto di 100 kg a 85 quando il suo reale peso forma è 70 è banale, qual è quel dietologo che non è riuscito a far dimagrire almeno un suo cliente?), conservando comunque 15 kg di troppo sul peso forma. Oggi l'attore ha recuperato gran parte del suo peso.
- L'indice glicemico non è così standard come vorrebbe far credere Montignac perché, dato un alimento, dipende dalla varietà (ci sono diversi tipi di uve), dal modo con cui è cucinato e a che cibi è abbinato. La variabilità può essere facilmente del 50% (per esempio da IG=45 a IG=72), vanificando ogni classificazione in cibi buoni e cibi cattivi. Banalizzare a un unico valore è molto riduttivo. Per accorgersene basta consultare le tantissime tabelle di IG, tutte fra di loro (di poco o di tanto) diverse: sono uguali quando sono riprese dalla stessa fonte!
