Inulina
Copyright by THEA 2004
L'inulina
è un alimento salutisticamente molto gettonato a causa di una serie di ricerche
che ne hanno mostrato le proprietà. Si tratta di un polisaccaride formato da
catene di fruttosio, poco calorico (100 kcal/100 g), che si trova in diverse
piante. È sostanzialmente una fibra solubile. Fra le proprietà che le vengono attribuite c'è quella di facilitare la digestione e di ridurre il gas intestinale; infatti aumenterebbe la densità di bifidobatteri e diminuirebbe quella di batteri nocivi. Non a caso molti prodotti a base di fermenti lattici contengono anche inulina.
In realtà come per molti altri integratori, anche nel caso dell'inulina c'è molto ottimismo. Vediamo cosa dice la ricerca.
Neutralità biologica - L'inulina attraversa l'intestino tenue senza essere degradata; non influenza l'assorbimento di azoto, grassi, amidi, calcio, magnesio e zinco. (Andersson HB, Ellegard LH, Bosaeus IG, J Nutr 1999;129:1428S-30S)
Azione ipocolesterolemizzante – Alcuni studi (Andersson HB, Ellegard LH, Bosaeus IG, J Nutr 1999;129:1428S-30S) negano tale azione, altri (Brighenti F, Casiraghi MC, Canzi E, Ferrari A., Eur J Clin Nutr 1999;53:726-33) la sostengono. ma con dosaggi non minimi (maggiori di 15 g al giorno) e con effetti gastrointestinali collaterali (che si riducono se si associano molecole ad alto peso molecolare come l'acacia). Probabilmente l'effetto dipende dall'alimentazione del soggetto: tanto è peggiore (ma allora perché non mangiare meglio?) tanto più funziona.
Aumento dei bidifobatteri e diminuzione dei cocchi Gram positivi – Confermati da Kruse HP, Kleessen B, Blaut M. (Br J Nutr 1999;82:375-82) e da Gibson GR, Beatty ER, Wang X, Cummings JH. (Gastroenterology 1995;108:975-82), ma ad alte dosi: 34 g al giorno nel primo studio, 15 g nel secondo.
Riduzione dei trigliceridi – Confermata da Jackson KG, Taylor GR, Clohessy AM, Williams CM (Br J Nutr 1999;82:23-30); anche in questo caso in soggetti con cattiva alimentazione.
Effetto lassativo – Migliore di quello del lattosio e con minori dolori addominali (Kleessen B, Sykura B, Zunft HJ, Blaut M., Am J Clin Nutr 1997;65:1397-402).
Consiglia l'articolo su Google, clicca
