Come acquistare integratori
Copyright by THEA 2004-2007
Attenzione alle bufale!
Nel
sito
bocciamo la gran parte degli integratori oggi in commercio; proponiamo
un'integrazione alimentare solo per contrastare l'invecchiamento e per
gestire correttamente la propria attività sportiva (ved.
schede antietà e
Il piano di integrazione). L'integrazione può essere realizzata
ricorrendo a prodotti farmaceutici o a integratori. A causa delle differenti
vedute, la posizione americana è decisamente contrastante con quella
europea, soprattutto per ciò che riguarda l'integrazione vitaminica. Gli
americani sostengono un'integrazione ad alto dosaggio, mentre gli europei ne
sostengono una a basso dosaggio. Per i dettagli si veda l'articolo
corrispondente. Noi abbiamo sposato la tesi americana, ma ciò comporta difficoltà di approvvigionamento. Infatti in Italia non è possibile commercializzare integratori americani, dovendo sottostare alla rigida normativa italiana ed europea.
Vediamo le soluzioni praticamente possibili per chi vuole acquistare integratori.
Erboristeria - Insufficiente
Poiché per legge non si possono vendere molti integratori (per esempio vitamine) con dosaggi farmaceutici, spesso vengono venduti integratori con formulazione italiana completamente inutili oppure integratori dal nome fuorviante tipo VITC1000, un prodotto che fa credere che per ogni compressa ci siano 1000 mg di vitamina C mentre in realtà ci sono 1000 mg di una sostanza che poi contiene magari solo 100 mg di vitamina C!. Per fare un esempio concreto, il Multivitaminico Vita-Vim Jamieson canadese è un multivitaminico a formulazione americana; la Jamieson si è accordata con l'importatore per produrre in Italia un multivitaminico con dosi europee che nulla hanno a che vedere con il prodotto canadese originario. Quindi: ATTENZIONE a non comprare in erboristeria prodotti che non sono ad alto dosaggio.Internet - Attenzione alla qualità
Non è facile trovare siti efficienti. Ne abbiamo trovati diversi, ma nessuno che ci abbia convinto. Molti hanno cataloghi molto ottimistici con tanti prodotti inutili che instillano nel visitatore il dubbio che anche quelli potenzialmente validi non siano tali; alcuni hanno pagamenti e consegne molto macchinosi. Se trovate qualche sito valido, segnalatecelo. Siti finora segnalati:- www.puritan.com
- www.vitaminlife.com
- www.drugstore.com
- www.anastore.com
- www.bayho.com
- www.auravita.com.
NOTA - Non siamo assolutamente responsabili delle indicazioni fornite; come indicato sono segnalazioni di nostri visitatori, ci è materialmente impossibile seguire l'evolversi delle singole aziende. Ecco un interessante quesito posto da un nostro visitatore:
Prima di iniziare tale integrazione ho cercato di informarmi bene sull'argomento, dopodiché ho acquistato integratori su uno dei siti da voi consigliati, Bioeva.
Recentemente ho però visto un servizio in tv in cui un dietologo ha affermato che la maggior parte degli integratori acquistabili su internet sono prodotti di scarsa qualità se non addirittura dannosi, e che gli unici controllati sono quelli acquistabili in farmacia. A prezzi però molto alti - aggiungo io.
Il mio dubbio è perciò questo: come essere ragionevolmente sicuri che si stia prendendo integratori che ci facciano bene? Il problema è che, come voi stessi affermate, un'integrazione ha senso se fatta nel lungo periodo, praticamente per tutta la vita. Se io assumo un prodotto contenente prodotti di scarsa qualità o dannosi, in modo sporadico, è un conto; ma farlo per tutta la vita, potrebbe davvero dare dei problemi seri: sostanze che in piccole quantità non danno particolari effetti negativi, se si accumulano nel tempo potrebbero essere invece nocive. I miei dubbi sono fondati? Se sì, come ovviare al problema?
Questo il comunicato ricevuto da Biovea:
Tutti i nostri prodotti sono realizzati in laboratori statunitensi con certificazione di pratica di produzione corretta (GMP). Si tratta di uno standard imposto dalla National Nutritional Foods Association (NNFA). La National Nutritional Foods Association, la più grande associazione commerciale di supplementi dietetici negli Stati Uniti, ha adottato il programma GMP come sistema per rafforzare la credibilità di questo settore industriale. Il programma di certificazione GMP della NNFA è stato realizzato per controllare l'adeguamento dei membri produttori di supplementi dietetici a una serie di pratiche standardizzate di corretta produzione, sviluppate dalla NNFA stessa. Questo programma si basa su ispezioni effettuate da laboratori indipendenti presso i produttori che verificano completamente i loro programmi GMP nelle aree del personale, degli impianti e degli stabilimenti, delle condizioni sanitarie, delle attrezzature, dei controlli di qualità, di produzione e di lavorazione, dei magazzini scorte, della distribuzione e delle procedure post-distribuzione. Questo programma assicura che tutti gli elementi di un processo produttivo siano soggetti a revisione per garantire assicurazioni ragionevoli che i processi siano sufficientemente controllati, per assicurare che i prodotti siano conformi alla qualità presunta.
Farmacia - Sicura, ma cara
Senza nessun interesse commerciale, indichiamo l'alternativa "farmaceutica" acquistabile per l'appunto in farmacia.Molti farmaci contengono purtroppo additivi sospetti; per fortuna le quantità sono decisamente inferiori rispetto a quelle usate per gli alimenti; l'unica eccezione può essere quella dei dolcificanti, per cui è opportuno evitare prodotti con ciclammati.
| Acido folico | Folina (5 mg con coloranti), Prefolic (15 mg) |
| Arginina | Bioarginina, Ipoazotal |
| Calcio | Caltrate |
| Glucosamina | Dona |
| Q10 | Coedieci, Ubimaior, Mitocor, Ubicor |
| Magnesio | mag-02 |
| Multivitaminico | Supradyn |
| Vitamina C | Redoxon, Cebion |
| Vitamina E | Ephynal |
Il problema di questa soluzione sono il costo (spesso non bassissimo) e la disponibilità di alcuni prodotti. Per il palmetto seghettato (Serenoa repens) esistono sia farmaci sia prodotti erboristici validi. La dose è di almeno 250 mg di estratto secco titolato al 40%.
Farmacia - Prodotti alimentari - DA LEGGERE!
Per la vitamina C e la vitamina E (l'asse portante dell'integrazione) è possibile rivolgersi al proprio farmacista per avere confezioni maxi (da 100 g o perfino da 1 kg) prodotte anche da ditte locali e distribuite a livello regionale. Si tratta delle confezioni destinate all'industria alimentare. I costi sono decisamene inferiori rispetto a quelli farmaceutici.Per il dosaggio delle vitamine in polvere occorre usare una dose di riferimento. Di solito si usa un minicucchiaino, la punta di un coltello ecc. Si versano 50 dosi su una bilancia pesa-alimenti digitale (precisa!) e si ottiene il peso, lo si divide per 50 e si ha il peso della minidose. Per esempio se 50 dosi pesano 10 g, una dose pesa 200 mg.
Se la vitamina E è al 50% ed è sintetica, 2 mg di polvere = 1 UI.
La quantità è talmente piccola che la vitamina E si può assumere così com'è in polvere (non è solubile in acqua), mentre la vitamina C si può sciogliere in acqua.
Come assumere gli integratori - Esistono poche regole veramente fondamentali da seguire per comporre il proprio piano di integrazione (utilizzando i pasti e gli eventuali spuntini):
1) È buona norma assumere gli integratori ai pasti salvo avviso contrario. Se il pasto è particolarmente ricco, è meglio invece evitare perché la quantità di cibo potrebbe ridurre l'assorbimento
2) È buona norma spezzare le assunzioni di vitamina C in almeno due soluzioni
3) Ferro e vitamina E competono fra di loro per cui vanno assunti separatamente
4) È opportuno assumere ferro in combinazione con vitamina C (esistono combinazioni di ferro+vitamina C già inclusa, come nel Ferrograd versione C)
5) La vitamina E non andrebbe assunta nei pasti principali a meno che non sia specificato diversamente dalle informazioni sul prodotto specifico.
Altre regole riguardano le combinazioni con i cibi, ma ovviamente è impossibile codificarle tutte brevemente. È però importante notare che in genere le quantità consigliate di integratore sono tali da sopperire anche a deficit parziali di assorbimento dovuti a interazioni con cibi o con altri integratori.
Quindi, rispettate le regole principali, utilizzate la strategia che vi è più comoda.
I COMMENTI
Italiani DOC?
Biovea è una società lussemburghese, mi
risulta. A un ordine effettuato, la merce mi è arrivata dall'Inghilterra in
busta anonima. Il sito trae in inganno il visitatore portandolo a credere
che sia una società italiana, a mio giudizio.Ti dico subito che ho anch'io una società di distribuzione di integratori e lavoriamo con l'import di prodotti americani. Ovviamente soffriamo per i limiti imposti dalla normativa in Italia e cerchiamo con tutti i nostri mezzi di far allargare le strette maglie del Ministero della Salute.
Mi sono permesso di scriverti in merito a Biovea perché conosco il loro sito da tempo e lo ritengo ingannevole verso il consumatore in quanto al di là dei prodotti venduti (è un sito fatto apposta per bypassare la legge italiana) dovrebbe essere sempre chiaro a che porta si sta bussando e sul loro sito non lo è affatto, anzi.
Mi ha fatto molto piacere leggerti e continuerò a farlo... anche se reclamizzi Biovea, concorrente sleale.
Supponiamo che albanesi.it voglia vendere integratori "americani". Ok, la legge italiana non lo permette; mi rivolgo a un amico a Londra che diventa mio dipendente, al più questo amico crea una società inglese. Ci rivolgiamo al mercato italiano, per cui impostiamo il sito in italiano. Dov'è l'immoralità?
Non c'è nemmeno inganno perché quando entri in un negozio tu valuti la merce, non ti fai mostrare l'atto costitutivo della società.
> Ovviamente soffriamo per i limiti imposti dalla normativa in Italia e cerchiamo con tutti i nostri mezzi di far allargare le strette maglie del Ministero della Salute.
Scusa, ma chi ti impedisce di fare come Biovea (per questo non ritengo la sua concorrenza sleale; tra parentesi, a me non interessa granché reclamizzare questo o quello; voglio solo dare dei riferimenti che evitino di ricevere decine di mail su che integratori comprare ecc.), facendo di un problema un'opportunità?
> è un sito fatto apposta per bypassare la legge italiana
In questo differiamo, io non mi ritengo italiano, è troppo limitativo; noi siamo cittadini dell'Europa e del mondo. Se in Italia sto male e le sue leggi sono stupide, me ne vado. Prendi, tanto per fare un esempio, una coppia che non può avere figli, non può magari adottarli o non può usare tecniche di fecondazione in Italia vietate. Se i due vanno all'estero sono dei criminali? A me pare di no, non hanno infranto nessuna legge. E nessuno può dire: "avete ingannato vostro figlio!".
Sintesi o natura?
Ho
letto da più parti (e me lo ha confermato una nutrizionista) che gli
integratori sintetici sono quasi nulli perché in quanto sintetici siamo in
grado di assimilare solo il 20/25% delle quantità di vitamine e minerali
riportate nelle etichette. Vi risulta? M. La frase:
"gli integratori sintetici sono quasi nulli perché in quanto sintetici siamo in grado di assimilare solo il 20/25% delle quantità di vitamine e minerali riportate nelle etichette"
non è scientificamente corretta, è solo una grossolana affermazione con la quale si tenta di dare una traccia a chi ascolta. Le cose stanno così:
- ogni sostanza può presentarsi in una o più forme chimiche, sintetiche o naturali.
- Ogni forma è attiva biologicamente in modo diverso.
Così per la vitamina C la differenza di biodisponibilità fra sintetico e naturale è ininfluente, mentre per la vitamina E la forma sintetica è attiva per circa i due terzi rispetto a quella naturale. Esistono sostanze dove il sintetico (acido folico) è più attivo di quello naturale.
Insomma generalizzare porta spesso a non capire il problema.
Rischiamo Di Accumulare?
Ho
una domanda sulle vitamine.Ho letto una considerazione su un manuale di fitness (americano) circa le vitamine che mi ha fatto venire un dubbio:
"[...] Poiché le vitamine liposolubili sono immagazzinate nel corpo con i grassi, non è necessario assumerne continuamente quantità ingenti; si raccomanda però di assumere quotidianamente una piccola quantità di ciascuna di esse.
[...] L'organismo non possiede riserve elevate di vitamine idrosolubili, che perciò devono essere assunte quotidianamente. [...]"
Mi domandavo se, nel caso di integrazione multivitaminica a dosaggi "americani", non fosse più opportuno integrare in dosi elevate solo le vitamine idrosolubili.
Ho visto che hai virgolettato il manuale e quindi mi permetto di criticarne le tesi che esprime. L'autore ha probabilmente capito qualcosa del metabolismo delle vitamine, ma ha poi costruito una sua fisiologia. L'errore che commette è peraltro molto comune e quindi è utile studiarlo.
Si confonde la caratteristica di solubilità con quella di immagazzinamento. Dire che una sostanza è liposolubile non vuol dire che viene immagazzinata dai grassi! Vuol dire che si scioglie nei grassi che poi possono trasportarla, eliminarla ecc. Infatti le vitamine liposolubili vengono trasportate alle cellule attraverso sostanze grasse (come per esempio il colesterolo). Del resto la liposolubilità può essere molto variabile: l'assorbimento della vitamina E per esempio è facilitato dai trigliceridi a catena media, mentre è ostacolato dai polinsaturi a catena lunga.
Occorre capire che:
- La solubilità nei grassi è fondamentale per l'assorbimento a livello intestinale. Infatti, una volta solubilizzata nei grassi, la vitamina entra in contatto con le cellule intestinali deputate all'assorbimento (chi per esempio soffre di celiachia può avere problemi) e finisce poi nel sangue. Quella non assorbita a livello intestinale viene espulsa.
- Dal punto 1 si comprende che i grassi del nostro corpo (la "ciccia" tanto per intenderci) non c'entrano nulla. Quando si parla di solubilità in grassi si intendono sostanze grasse "attive" biologicamente (bile, colesterolo, trigliceridi ecc.).
- Esistono dei meccanismi per cui una qualunque sostanza non può essere assorbita più di tanto dal nostro corpo e questi meccanismi sono una buona protezione.
- Purtroppo alcune sostanze aggirano queste protezioni e possono essere immagazzinate in modo dannoso; è il caso del ferro o della vitamina A che, se immagazzinati nel fegato in modo eccessivo, danno origine a patologie. Il fatto che la vitamina A sia una vitamina liposolubile ha fatto nascere il grossolano errore di cui sopra.
Supponiamo che io abbia bisogno (un dato, tanto per fissare le idee) di 20 mg di vitamina E al giorno e ne assuma "piccole dosi" dagli alimenti, diciamo 30. Se il surplus finisse nel grasso, ogni giorno immagazzino 10 mg; bene, dopo 3 mesi immagazzino circa un grammo; dopo 30 mesi addirittura 10 g. Dopo 25 anni un etto di vitamina E. Praticamente nella popolazione si dovrebbero verificare molti casi di ipervitaminosi E in chi assume particolari alimenti ricchi di tale vitamina, cosa che non accade.
Anche cambiando le necessità, quello che il Ma se... rileva è che dire "viene immagazzinata con i grassi" è assurdo perché o la persona assume poca vitamina e allora va in ipovitaminosi o ne assume troppa (anche di pochissimo) e allora con il tempo andrebbe in ipervitaminosi. In realtà ciò non si verifica per cui il meccanismo non può essere questo e dalla solubilità nel grasso non discende necessariamente (e infatti non è così) un immagazzinamento.
