Le diete dei giornali femminili
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Compaiono
periodicamente sulle riviste e sono talmente tante che non ha senso
elencarle. Non sarebbe nemmeno il caso di citarle tanto sono insensate (a
partire dalla prima in ordine di tempo, la famosa
dieta del minestrone). La dieta del minestrone nacque
nel reparto di cardiologia dell'Ospedale di St. Louis negli Stati Uniti per
i cardiopatici sovrappeso in attesa di intervento. In genere si pratica per
una settimana: per i primi quattro giorni si mangia solo minestrone poi dal
quinto giorno carne e pesce a volontà. Un altro esempio è la
dieta della frutta (di Hollywood o californiana)- Si
assume solo frutta in grandi quantità nella prima fase (disintossicante),
mentre nella seconda (dimagrante) molte proteine e pochissimi carboidrati. Le diete dei giornali femminili sono esempi di ortoressia quantitativa. Ricordatevi che la serietà di un giornale si vede anche da cosa propone: se propone una dieta monopiatto, lasciate perdere. Ovviamente non c'è nessun rispetto per i primi due vincoli della dieta ideale. Occorre ricordare che le diete monopiatto consentono spesso di mangiare a volontà l'alimento oggetto della dieta. Se questo per esempio è l'uva, mangiare 3 kg di uva al giorno è abbastanza facile, soprattutto se si è affamati: totale 1800 calorie! Si va a far benedire poi ogni ragionamento sui macronutrienti: ormai il lettore dovrebbe essere già acculturato abbastanza che posso evitare di perdere ulteriore spazio per queste diete scientificamente nulle e realmente dannose.
Ricordatevi comunque che il regime alimentare giusto non è quello che vi fa perdere chili nel minor tempo, ma quello che può essere seguito per tutta la vita. Prima di seguire una dieta di un giornale femminile chiedetevi: posso seguirla per sempre? Probabilmente la risposta sarà: solo un pazzo la seguirebbe per tutta la vita!
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