Dimagrisci e rinasci: il metodo Albanesi
La dieta iperproteica
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Con l'espressione dieta iperproteica si indica un regime alimentare la cui ripartizione dei macronutrienti privilegia un elevato apporto di proteine e lipidi a discapito dell'apporto di carboidrati.
Sono sostanzialmente due i principi sui quali si basa una qualsivoglia dieta iperproteica:
  • la carenza (o addirittura l'assenza) di carboidrati rende impossibile la trasformazione dei grassi alimentari in grassi di deposito;
  • il metabolismo delle proteine è superiore a quello di carboidrati e lipidi; la metabolizzazione delle proteine infatti richiede circa un 30% circa in più di energia rispetto a quella occorrente alla metabolizzazione degli altri macronutrienti.
La stragrande maggioranza dei nutrizionisti è concorde sul fatto che, in un regime alimentare equilibrato, la quota riservata all'apporto di proteine deve essere pari a circa il 15-20%. Regimi alimentari iperproteici (dieta Atkins, dieta a punti, dieta a zona, dieta Mayo, dieta Scarsdale ecc.) sono spesso causa di problemi quali chetosi (accumulo dei corpi chetonici nel sangue, fenomeno noto anche come acetonemia; i corpi chetonici vengono prodotti nel momento in cui l'organismo brucia i lipidi a scopi energetici) e iperuremia (condizione tossica in cui si ha accumulo nel sangue dei prodotti del metabolismo delle proteine e di urea), da qui il consiglio, che spesso viene dato a chi segue tali regimi alimentari, di consumare notevoli quantità di acqua. Quale che sia la tipologia di dieta iperproteica (esistono diete iperproteiche ipocaloriche o, viceversa, ipercaloriche), i reni sono chiamati a un surplus di attività allo scopo di eliminare l'azoto contenuto nelle proteine; senza contare poi il fatto che le diete sbilanciate verso lipidi e proteine non sono immuni da seri problemi digestivi.
dieta iperproteicaUno dei presunti vantaggi di una dieta iperproteica sarebbe quello di frenare il meccanismo insulinico (l'insulina viene prodotta dal pancreas e si ha la sua secrezione quando si ha un aumento della concentrazione ematica di glucosio); l'insulina infatti è particolarmente demonizzata dai sostenitori delle diete iperproteiche in generale e dai sostenitori della zona in particolare, tali regimi si basano essenzialmente sull'indice glicemico degli alimenti (più basso è l'indice glicemico e meglio è…). In realtà le cose sono molto più complesse e, come spiegato nel nostro articolo relativo all'indice insulinico, non è detto che un cibo a basso indice glicemico abbia anche un basso indice insulinico.
Non sembrano esserci quindi particolari indicazioni che portino a preferire un modello di dieta iperproteica, regime alimentare che può illudere nel breve termine di un dimagramento in tempi rapidi (dovuto essenzialmente alla perdita di liquidi e di glicogeno), ma che alla lunga diventa praticamente impossibile da gestire.


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