Impara a conoscere la qualità di ciò che mangi
Pasta
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spaghettiLa pasta, senza ombra di dubbio, può essere considerata insieme alla pizza il piatto simbolo degli italiani. La pasta, già nota ai cinesi, incominciò a essere prodotta in Italia nel XIV sec., mentre all'inizio del XIX sec. nacquero i primi pastifici (Napoli). In genere la produzione della pasta impiega semole e semolini di grano duro e avviene in quattro fasi. S'inizia con l'impastatura dove la semola è mescolata a caldo o a freddo con acqua (in proporzione variabile dal 20 al 30%) nelle impastatrici; la successiva gramolatura (eseguita con la gramolatrice, il cui primo esemplare risale al 1830) rende l'impasto omogeneo ed elastico. Con la trafilatura (eseguita con torchi idraulici verticali o orizzontali, il cui primo esemplare risale al 1870) si dà la forma voluta alla pasta che viene infine essiccata  con tre operazioni: dapprima un essiccamento superficiale (incartamento), poi il riposo su appositi stenditoi (rinvenimento, con cui si distribuisce uniformemente l'umidità) e infine l'essiccamento definitivo in ambienti ad aria condizionata in cui si porta il contenuto di acqua entro i termini di legge (14% massimo).
La pasta apporta 350 kcal circa per ogni 100 g, contiene un 60-75% di carboidrati, un 10-14% d'acqua, un 10-18% di proteine e tracce di grassi e di cellulosa. Le varietà di pasta più diffuse sono quella di grano duro, quella all'uovo, quella integrale; esistono molti tipi di paste dietetiche. Per la forma, si possono ricordare spaghetti, maccheroni, penne, bucatini, fettuccine ecc. L'Italia è il maggior produttore al mondo di pasta con quasi tre milioni di tonnellate annue, prodotte da circa 200 pastifici. L'Italia è anche il maggior consumatore con quasi 30 kg pro capite all'anno, seguiti dal Venezuela con meno della metà (13 kg); fra gli ultimi paesi consumatori di pasta, l'Irlanda con un chilogrammo pro capite.
Sì o no? - Il consumo di pasta è recentemente sceso, complice forse anche l'attenzione degli italiani sul fronte alimentazione. Dal punto di vista nutrizionale è abbastanza facile essere disorientati da affermazioni spesso contrastanti:
a) la pasta fa ingrassare;
b) la pasta non fa ingrassare.
Per chiarire la questione rimandiamo all'articolo che dibatte il problema; in questa scheda ci preme invece fissare alcuni concetti di base. L'amore o il disamore per la pasta presso gli addetti ai lavori (i dietologi) è spesso più un fatto personale che scientifico. Nessun dietologo dovrebbe dire che un cibo fa ingrassare o è innocuo per la dieta: dipende sempre dalla quantità. Inoltre una dieta monopiatto è da sconsigliare perché porta in genere a una cattiva ripartizione dei macronutrienti. Per cui la soluzione migliore è: pasta sì (se la si gradisce), ma una sola volta al giorno per poter variare, non eccedere caloricamente con il primo e per dare spazio anche a altre fonti di carboidrati.
 
INFO AL. (spaghetti) - Proteine: 13,04; grassi: 1,51; carboidrati per differenza: 74,67 (fibre: 3,2); ceneri: 0,88; acqua: 9,90; colesterolo: 0; sodio: 6; calorie: 371.


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