Lepre
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La
selvaggina ha rappresentato la prima fonte di carne per
l'uomo, il suo consumo è iniziato perciò in epoca preistorica ed è poi
proseguito nel corso dei millenni. La lepre, in
particolare, ha sempre costituito una preda particolarmente apprezzata. Ne
parla già Archistrato di Siracusa, il quale ci consiglia di mangiarla dopo
averla cucinata semplicemente allo spiedo, mentre disapprova altre ricette,
evidentemente in uso al suo tempo: aromatizzata, coperta di formaggio,
cucinata in bagno d'olio. Fra i romani, la lepre era l'unico animale di
piccola taglia apprezzato dai buongustai, che però preferivano gli esemplari
provenienti da altre regioni europee, di taglia più piccola; il gradimento
nei confronti di questo piccolo animale proseguirà anche nel corso del
Medioevo, per giungere ai giorni nostri.Oggi la lepre può essere acquistata in negozio, seguendo alcuni accorgimenti. Innanzitutto non va confusa con il coniglio selvatico, che ha carni più chiare, mentre quelle della lepre hanno un tipico colore rosso scuro. In secondo luogo, si devono preferire gli esemplari più giovani, con carni più tenere; un metodo per distinguere la lepre giovane è l'osservazione delle unghie, che devono essere ancora nascoste all'interno delle zampe. La lepre viene tipicamente preparata arrosto o, meglio, in salmì. La parte edibile si riferisce all'animale spellato e pulito dalle interiora.
INFO AL. - Proteine: 21,79; grassi: 2,32; carboidrati per differenza: 0 (fibre: 0); ceneri: 1,12; acqua: 74,51; colesterolo: 81; sodio: 50; calorie: 114.
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