Dado per brodo
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L'uso di questi prodotti per insaporire brodi (ma alcuni lo usano anche per
arrosti, piatti a base di carne o crostacei) è una pratica molto diffusa in
alcune tradizioni culinarie; tuttavia un loro uso intensivo deve essere
sicuramente limitato, visto l'alto apporto di sale, di grassi (per i dadi) e
la presenza in quasi tutti i prodotti commerciali di glutammato monosodico,
un esaltatore del gusto che viene aggiunto per dare più sapore. Si tratta di
un sale di un aminoacido naturale, l'acido glutammico, ottenuto da
sottoprodotti dell'industria di trasformazione agricola. Questa sostanza se
consumata a basse dosi non ha controindicazioni, ma a dosi elevate può
provocare disturbi nervosi come tremori e insonnia. Per questo motivo la
legislazione italiana, nel caso in cui la percentuale di glutammato sia
superiore al 10%, prescrive che sulla confezione sia riportata la dicitura
esplicita "a base di glutammato". Da rilevare inoltre che, nonostante i dadi
abbiano preso, dal punto di vista commerciale, il sopravvento sull'estratto
di carne vero e proprio, la qualità della carne è completamente diversa.
Infatti la legislazione corrente prescrive che per l'estratto la carne deve
essere esclusivamente di bovino, mentre nei dadi e nei preparati granulari
possono essere utilizzati anche altri tipi di carne, di qualunque parte
dell'animale (compresi gli zoccoli e le teste di pesce). Esistono infine i
dadi vegetali, generalmente a base di cereali, prevalentemente prodotti con
estratto di lievito, in cui il contenuto proteico è ancora più limitato. In
base al fatto che la dieta italiana esclude l'uso di sostanze che
commercialmente ingannano il consumatore (come gli esaltatori di sapidità):la dieta italiana esclude l'utilizzo dei dadi per brodo per insaporire le pietanze.
INFO AL. - Proteine: 17,30; grassi: 4; carboidrati per differenza: 16,10 (fibre: 0); ceneri: 59,30; acqua: 3,30; colesterolo: 4; sodio: 24.000; calorie: 170. Consiglia l'articolo su Google, clicca
