Aglio
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Probabilmente originario di zone situate nell'Asia centrale, l'aglio è ormai coltivato in tutto il mondo sia per scopi alimentari (per il condimento delle pietanze) sia per scopi di tipo fitoterapico. L'aglio cresce nella stragrande maggioranza dei terreni, ma predilige quelli umidi e drenati. È una pianta molto resistente al freddo, tollera infatti temperature fino a -10 °C. Cresce bene con quasi tutte le piante, ma inibisce la crescita dei legumi; non dovrebbe essere piantato vicino alla Medicago sativa (nota anche come erba medica o alfa-alfa) perché queste due piante si inibiscono a vicenda.
L'aglio in cucina
Decisamente sottovalutato perché si pensa che sia poco differibile o che copra i sapori, in cucina trova il suo maggior impiego in salse, nel pesto e nelle bruschette.Nei piatti caldi si utilizza per insaporire il pesce e le carni. Tipica salsa che lo usa è l'agliata, che si ottiene pestando bene in un mortaio di marmo spicchi d'aglio, con sale, olio e pepe a piacere, amalgamando con un po' di mollica di pane inzuppata in aceto bianco; l'agliata, liscia e cremosa, potrà essere accompagnata ai bolliti sia di carne sia di pesce.
Il suo apporto nutritivo non è significativo, soprattutto perché viene abitualmente consumato in piccole quantità.
INFO AL. - Proteine: 6,36; grassi: 0,50; carboidrati per differenza: 33,06 (fibre: 2,1); ceneri: 1,50; acqua: 58,58; colesterolo: 0; sodio: 17; calorie: 149.
L'aglio come integratore
In un papiro egizio del XV secolo a.C. sono elencati ben ventidue impieghi medici dell'aglio, che viene ricordato anche da numerosi autori antichi, fra cui Erodoto, Terenzio Varrone, Ovidio e Plinio.I costituenti principali dell'aglio sono l'olio essenziale e diversi composti sulfurei (alliina, S-allilcisteina sulfossido, ecc.). Il suo caratteristico profumo è dovuto alla compressione meccanica del bulbo che dà luogo al rilascio di alliina che, interagendo con l'enzima alliinase, forma per idrolisi alcune sostanze intermedie che si autocondensano molto rapidamente e formano vari tiosolfunati, principalmente allicina (70% circa).
In fitoterapia l'aglio viene consigliato per il trattamento di moltissimi
disturbi. Viene per esempio raccomandato in caso di raffreddore, sindrome
influenzale, otite, pertosse, faringite e bronchite. L'aglio viene ritenuto un
ottimo immunostimolante e si pensa possa ridurre i tempi di recupero dopo le
infezioni di tipo gastrointestinale. Tradizionalmente viene utilizzato contro i
parassiti intestinali e per la candida vaginale. Gli vengono attribuite anche
virtù antisettiche e conseguentemente viene consigliato sia per trattare le
ferite che per curare calli, porri e infezioni virali cutanee. L'aglio viene consigliato anche come trattamento preventivo per i disturbi di tipo cardiocircolatorio (aterosclerosi, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ictus ecc.); per tale scopo ne viene consigliato un uso quotidiano a lungo termine. Viene indicato anche come chelante nei casi di intossicazione da piombo. Il suo utilizzo è però controindicato in caso di gastriti acute o croniche, gravidanza (ad alte dosi) e infiammazione delle mucose; dovrebbero astenersi dal consumo di aglio (a dosi terapeutiche) i soggetti che hanno in programma un intervento di tipo chirurgico.
In alcuni casi l'esposizione cronica a succo di aglio puro ha provocato allergie da contatto con allicina e asma allergico.
È decisamente sconsigliato il consumo prolungato di notevoli quantità di aglio fresco o di dosaggi elevati di integratori a base di allicina a coloro che utilizzano farmaci anticoagulanti e/o antipiastrinici. Occorre inoltre una certa cautela nell'uso di aglio o di integratori a rilascio di allicina sia se si assumono farmaci inibitori delle proteasi, sia se si utilizzano farmaci inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, sia se si assume insulina.
Da molti l'aglio è considerato una vera e propria panacea per numerosi disturbi; in realtà non si deve esagerare quando si parla dei benefici indotti; come moltissimi cibi, è ovvio che anche l'aglio possa agire positivamente sul benessere dell'organismo, ma utilizzarlo come vero e proprio medicinale è veramente ottimistico. Ricordiamo che le case farmaceutiche sono molto attente ai successi della fitoterapia: se qualcosa funziona veramente (vedasi aspirina, l'acido acetilsalicilico), parte subito (nel bene e nel male) la produzione "sintetica" del prodotto sotto forma di farmaco (cioè non sotto forma di integratore). Quando questa partenza è assente spesso significa che la sostanza non è sufficientemente interessante o che comunque la sua utilità è limitata a patologie decisamente banali.
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