Acqua
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L'acqua può essere assunta direttamente o indirettamente tramite cibi che ne contengono una notevole percentuale (come frutta, verdura, latte ecc.). Per questo motivo, salvo casi particolari, è del tutto fuori luogo dare indicazioni su quanto si deve bere.
Le indicazioni (frequenti soprattutto in estate) con cui alcuni nutrizionisti invitano a bere 2-3 litri di acqua al giorno non hanno una grande motivazione scientifica, ma sono dettate piuttosto dalla preoccupazione che categorie di persone a rischio (anziani, malati, bambini ecc.) bevano poco. Scientificamente un qualunque dato generale che non tenga conto dell'alimentazione del soggetto è del tutto privo di significato: chi assume molta frutta e verdura avrà necessità idriche nettamente inferiori rispetto a chi non si ciba con queste categorie alimentari. Si rischia cioè di dare indicazioni che potrebbero portare il soggetto verso l'ortoressia, aggiungendo un'ulteriore raccomandazione alle tante con cui siamo martellati quotidianamente.
Se è vero che l'acqua è di gran lunga l'alimento più importante, è anche
vero che essa è sempre disponibile (a meno che non si sia in un deserto), a
differenza di molte sostanze che possono mancare nell'alimentazione per
errori di scelta, e il nostro corpo ha meccanismi di controllo tali per cui
con l'acqua non fallisce. In altri termini a un individuo sano viene sete
quando il corpo ha bisogno di bere. La stessa cosa non si può dire per i
carboidrati o per i grassi perché l'appetito di un individuo sano non è
tarato sul suo effettivo bisogno. Lo stimolo della sete in un soggetto sano può essere quindi sempre facilmente soddisfatto e (per la definizione stessa di soggetto sano) è sufficiente a guidarci in modo ottimale. Si deve infatti tener conto che un'assunzione eccessiva di acqua porta a un'iperidratazione e a una soluzione eccessiva degli elettroliti nel corpo (fenomeno che può sfociare, in casi estremi, nell'iponatriemia) e a un comunque non ottimale ambiente fisiologico. Quindi, come risolvere il problema acqua?
Per chi teme di bere comunque poco avendo uno stimolo della sete non perfettamente efficiente, è conveniente bere normalmente, aggiungendo 300-500 ml di acqua in un'occasione particolare della giornata, per esempio la colazione (tè debolmente zuccherato, succhi di frutta ipocalorici ecc.).
In realtà esiste un buon indicatore del nostro grado di idratazione: il colore dell'urina. A parte farmaci e integratori che possono colorarla, se si evitano i coloranti nei cibi, gli alimenti che possano colorare l'urina sono pochi: more e frutti di bosco, rabarbaro, barbabietole, peperoncino e carote. In accordo con gli studi di Armstrong (1998) il colore delle urine è uno dei metodi migliori per valutare l'idratazione del soggetto. Pertanto la dieta italiana consiglia (regola 17):
(17) Per il corretto equilibrio idrico è sufficiente bere quando si ha sete, verificando che il colore delle proprie urine resti chiaro.
Quale acqua? – Attualmente gli acquedotti delle città italiane sono molto sicuri e i limiti europei su nitriti, nitrati, percloretilene ecc. sono di norma molto ben rispettati. Anche dal punto di vista batteriologico i controlli offrono molte garanzie. Pertanto l'acqua del rubinetto può essere usata tranquillamente per cucinare o per bere.Per chi vuole andare sull'acqua minerale, si rimanda all'articolo corrispondente.
La mail
Ultimamente sembra una moda consigliare agli anziani di bere molto, perché bere fa bene, disintossica ecc. Soprattutto i medici di base lo hanno trasformato in una specie di mantra. Ebbene, nel centro di riabilitazione in cui lavoro ci capitano certamente diversi anziani con problemi legati alla disidratazione, ma ne seguiamo moltissimi con il problema contrario, la ritenzione idrica. Questi si stupiscono quando limitiamo loro i liquidi a mezzo litro al giorno di acqua pura. Dicono che non capiscono il provvedimento restrittivo, quando dappertutto si sente dire che bisogna bere il più possibile, anche dai dietologi televisivi, e che loro bevono solo acqua di marca (di solito Ferrarelle, Panna o Rocchetta). Quando si raccomanda di bere molto non ci si ricorda che i nostri anziani "tipici" sono tutti arteriosclerotici, quindi con insufficienza renale e cardiopatia, patologie per cui l'acqua è un veleno, altro che depurativo. Basta un mese a uno-due litri al giorno per avere caviglie gonfie, difficoltà respiratoria e magari edema polmonare.Ineccepibile!
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