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Rosmarino
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Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è una pianta arbustiva perenne appartenente alla famiglia delle Lamiacee. Il rosmarino è originario dei Paesi mediterranei e cresce spontaneo soprattutto lungo i litorali del mar Mediterraneo, come si evince anche dall'origine del nome: ros marinus in latino significa infatti rugiada marina. È una pianta sempreverde con fusto legnoso e foglie aghiformi, alle ascelle di queste ultime nascono i fiori, acheni di colore azzurro-violetto presenti per quasi tutto il corso dell'anno; solitamente la fioritura va da marzo a ottobre, ma quando il clima è particolarmente mite la fioritura può durare per periodi di tempo superiori. La pianta di rosmarino può raggiungere un'altezza di circa tre metri.
Il rosmarino è una pianta che predilige il sole e il caldo e tollera a fatica temperature sotto i 10 °C. Va preferibilmente coltivato all'aperto, ma durante i periodi freddi è opportuno ripararlo in zone protette dal freddo pungente.
Per i romani il rosmarino era il simbolo dell'amore e della morte; sembra che non venisse utilizzato per le pietanze, bensì per aromatizzare il vino. Le prime notizie sull'impiego culinario del rosmarino (in Toscana noto anche come ramerino) risalgono al XVIII sec., mentre in precedenza era utilizzato soprattutto come erba officinale. Oggi in Italia il rosmarino viene impiegato in molte pietanze diverse, dai piatti a base di carne, come gli arrosti, a quelli a base di patate, alle torte rustiche. Viene inoltre utilizzato per la preparazione di paté di fegato e per insaporire pane e focacce. Il rosmarino può anche essere adoperato per aromatizzare olio e aceto: in questo caso si utilizzano i rametti, che vengono posti a macerare per diversi mesi.
Le caratteristiche aromatiche del rosmarino sono dovute alla presenza di olio essenziale i cui componenti principali sono il pinene, il limonene, il conforene, flavonoidi, tannini, canfora, acido rosmarinico, acidi fenolici ecc.

Il rosmarino in fitoterapia

rosmarinoIl rosmarino viene usato anche in fitoterapia; le parti utilizzate sono le foglie e fiori; questi ultimi devono essere raccolti durante la piena fioritura, in estate. Subito dopo la raccolta i rametti di rosmarino con i fiori devono essere messi a essiccare in luoghi bui, asciutti e ben aerati. Quando l'essiccatura sarà terminata, le foglie e i fiori devono essere conservati in recipienti sigillati.
Per produrre l'olio essenziale di rosmarino vengono utilizzate le sommità fiorite fresche.
La fitoterapia attribuisce al rosmarino proprietà balsamiche, stimolanti, toniche, stomachiche, antispasmodiche, antinfiammatorie e antisettiche; l'olio essenziale della pianta viene utilizzato come antibatterico e antimicotico.
Il rosmarino viene consigliato per trattare la diarrea e le mestruazioni troppo abbondanti (ipermenorrea); altri disturbi per i quali viene consigliato il ricorso al rosmarino sono il meteorismo, i problemi intestinali in genere, l'inappetenza e il surmenage psicofisico.
Il rosmarino è una pianta che viene utilizzata anche in aromaterapia come antidepressivo e come rimedio per il mal di testa.
Le modalità di utilizzo del rosmarino sono diverse, può infatti essere usato come infuso o decotto, ma anche fresco da mettere direttamente sui cibi.
L'utilizzo di prodotti fitoterapici a base di rosmarino è controindicato a chi soffre di convulsioni e alle donne in gravidanza. Un'eccessiva ingestione di olio essenziale di rosmarino può provocare irritazioni a livello di stomaco, intestino e reni.
In letteratura vi sono casi di dermatite da contatto associate al rosmarino o comunque a prodotti contenenti estratti di tale pianta; è quindi consigliabile, in soggetti con problemi di sensibilità cutanea, una certa cautela nell'uso di prodotti a base di rosmarino.
Alcuni studi hanno mostrato che un estratto di rosmarino ha provocato una leggera riduzione dell'assorbimento del ferro contenuto in cibi di origine vegetale.


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