Melissa
Copyright by THEA 2005-2011
La melissa è una pianta originaria dell'Europa meridionale, dell'Africa settentrionale e dell'Asia occidentale, ma ormai è diffusa in tutto il mondo. Il suo habitat naturale sono i luoghi ombrosi e incolti, le siepi, i margini del bosco e i cigli delle strade. È possibile trovare la melissa fino a mille metri di altezza.
L'olio contenuto nelle foglie della melissa viene utilizzato per produrre liquori (il Grand Chartreuse, l'Acqua antisterica dei Padri Carmelitani Scalzi), mentre le foglie crude possono essere consumate in aggiunta a insalate o minestre.
Nel corso del decimo secolo gli arabi introdussero il consumo di melissa in
Europa come pianta medicinale. Le parti della pianta che vengono utilizzate
a scopi fitoterapici sono le foglie e le sommità fiorite; la melissa può
essere raccolta a partire dai primi mesi estivi fino all'autunno, anche se è
consigliabile fare la raccolta nel momento in cui la pianta fiorisce perché
è in questo periodo che si può riscontrare la massima concentrazione
dell'olio essenziale. La melissa deve essere essiccata in luoghi ombrosi e
ventilati. I costituenti principali della droga estratta dalla melissa sono l'olio essenziale, i flavonoidi, i polifenoli e i triterpeni.
La fitoterapia attribuisce alla melissa proprietà antispasmodiche, carminative, stomachiche, emmenagoghe e toniche.
Le indicazioni all'utilizzo di melissa sono numerose; purtroppo, come spesso accade quando si parla di rimedi fitoterapici, c'è una certa esagerazione sulle virtù di tali rimedi. Indicare la melissa come supporto a terapie effettuate per il trattamento del morbo di Alzheimer lascia molto perplessi, così come quando si suggerisce la melissa per trattare herpes simplex, esaurimento nervoso e blande forme di depressione.
Altre indicazioni all'uso di melissa sono l'ansia, la dispepsia, l'insonnia e le tachicardie associate a meteorismo. Spesso, quando viene prescritta per trattare i problemi digestivi legati a stati ansiosi, la melissa viene combinata con la camomilla comune.
L'utilizzo di melissa deve essere valutato con attenzione in soggetti affetti da ipotiroidismo; alcuni studi mostrano che la melissa interferisce con la tireotropina (TSH), l'ormone stiomolante la tiroide. L'olio essenziale di melissa può avere effetti tossici; è controindicato in coloro che sono affetti da glaucoma e da ipertrofia prostatica benigna e può esacerbare le dermatiti allergiche e le allergie respiratorie se non lo si utilizza con la corretta diluizione. L'uso topico di olio essenziale di melissa richiede una certa cautela in bambini molto piccoli (età inferiore ai due anni), nei soggetti ipersensibili e in coloro che sono affetti da patologie cutanee. L'uso prolungato di melissa non è consigliato.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
