Coriandolo
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Gli impieghi del coriandolo sia culinari che erboristici risalgono ai tempi più antichi; è citato da Apicio che lo usava per un condimento noto come Coriandratum, e anche da Plinio che lo riteneva un buon rimedio per la cefalea e la prevenzione della febbre.
Il coriandolo è una pianta originaria dei Paesi mediterranei, ma viene usato soprattutto nelle cucine indiana e latino-americana; in Europa è tornato di moda in tempi recenti, probabilmente grazie a queste tradizioni culinarie.
Il coriandolo cresce bene nei terreni soleggiati; le ombrelle devono essere raccolte la mattina quando sono ancora umide di rugiada; si deve poi riunirle in mazzi e farle essiccare appendendole in luoghi al riparo della luce del sole; al termine dell'essiccatura devono essere messe in un sacchetto e battute; così facendo si separeranno i fiori dai peduncoli che li sostengono.
La conservazione dei frutti interi deve essere fatta utilizzando contenitori in vetro ben chiusi e tenuti al riparo della luce.
Gli impieghi culinari del coriandolo sono numerosi; nel nostro Paese viene soprattutto utilizzato come ingrediente di alcuni insaccati e come aromatizzante di liquori.
Il coriandolo è uno degli ingredienti principali del curry e di una nota mistura di spezie molto usata nella cucina indiana e in quella pakistana, il garam masala; il garam masala, oltre al coriandolo, contiene cannella, semi di cumino, baccelli di cardamomo, chiodi di garofano, pepe nero e curcuma.
Il coriandolo viene anche utilizzato per aromatizzare la cacciagione, le preparazioni in salamoia, funghi, verdure, biscotti, pampepato ecc. Nella cucina orientale viene utilizzato come sostituto del comune prezzemolo. Assieme ad aglio e pepe, il coriandolo costituisce uno degli ingredienti di base di un condimento tipico della cucina thailandese.
Il coriandolo viene utilizzato anche in fitoterapia. La droga viene ricavata
dai frutti maturi (chiamati, anche se in modo improprio, semi di
coriandolo); i suoi costituenti principali sono olio essenziale (costituito
soprattutto da linalolo), flavonoidi e steroli. La fitoterapia attribuisce al coriandolo proprietà stomachiche, carminative, antispasmodiche, stimolanti, antisettiche, battericide, eccitanti, digestive, aromatizzanti, vulnerarie ecc.
Popolarmente viene considerato un ottimo vermifugo e costituisce uno dei componenti di linimenti utilizzati per trattare reumatismi e dolori articolari.
Sotto forma di infuso, tintura e vino viene consigliato per la dispepsia, gli spasmi intestinali, l'aerofagia, la stipsi, la cefalea, la nausea e le vertigini. L'infuso, unito all'acqua di bagni o pediluvi, viene consigliato come stimolante e aromatizzante.
L'utilizzo di coriandolo richiede una certa cautela; la sua essenza infatti, ad alte dosi, può provocare disturbi nervosi e renali. È controindicato in quei soggetti che soffrono di gastroenterite e patologie renali. Le parti verdi del coriandolo non vanno mai utilizzate perché sono tossiche.
Il coriandolo infine interagisce, esaltandone gli effetti, con i farmaci ad azione neurostimolante.
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