Cannella
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In fitoterapia, sotto forma di olio essenziale (più efficace) o in
barrette di corteccia, gli utilizzi della cannella sono i più disparati; le
vengono attribuite proprietà antimicrobiche, eupeptiche e astringenti. I
suoi costituenti principali sono olio essenziale, aldeide cinnamica,
eugenolo, acetato di
cinnamile, tannini.La medicina popolare la consiglia per il trattamento della diarrea infantile, per i problemi derivanti dai parassiti intestinali, per ripulire le ferite e per la regolarizzazione del flusso mestruale. La fitoterapia moderna consiglia l'utilizzo della cannella come coadiuvante nelle malattie da raffreddamento e per trattare la dispepsia, la flatulenza e i disturbi intestinali.
Alcuni studi sembrano indicare una certa capacità della cannella nella riduzione dei livelli glicemici e pertanto viene talvolta consigliata a coloro che sono affetti da diabete; l'effetto antidiabetico è però molto modesto e per ottenere risultati significativi si dovrebbero utilizzare dosaggi particolarmente elevati; per tali motivi, un utilizzo della cannella quale alternativa naturale a farmaci antidiabete non sembra proponibile.
Altri utilizzi della cannella riguardano il trattamento delle stomatiti e delle gengiviti (in questo caso viene utilizzata sotto forma di collutorio).
In associazione all'acido alfa lipoico viene commercializzata come integratore antiradicali liberi e antiglicemico.
I dosaggi consigliati di cannella variano dai 700 ai 1.400 mg giornalieri.
L'utilizzo di cannella come sostanza fitoterapica non è scevro da effetti collaterali, in particolar modo se si eccede con i dosaggi; tra i problemi più comuni si riscontrano reazioni allergiche a livello cutaneo e delle mucose, tachicardia, tachipnea e sudorazione. La cannella non deve essere utilizzata in gravidanza dal momento che può stimolare le contrazioni uterine.
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