Borragine
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La borragine (Borago officinalis) è una pianta erbacea annuale che
fiorisce da maggio a settembre ed è molto diffusa sul nostro territorio, sia
in pianura sia in montagna; appartiene alla famiglia delle Boraginacee. Le
foglie sono ovoidali e rugose, ricoperte da una peluria molto fitta. Si
tratta di una pianta originaria dell'Oriente, particolarmente diffusa e
utilizzata nei Paesi mediterranei. Anticamente, Plinio la chiamava
Euphrosinum; i romani ritenevano che la borragine avesse la capacità di
donare felicità e allegria a chi la consumava. In cucina si possono
utilizzare le foglie crude per insaporire le insalate, o cotte per frittate,
ravioli e minestre; in ogni caso si deve consumare la pianta quando è
fresca, perché la borragine è di difficile conservazione. I fiori canditi sono impiegati
per guarnire i dolci.
Le parti della borragine utilizzate in fitoterapia sono le foglie e le
sommità fiorite; la loro raccolta avviene in estate non appena inizia la
fioritura. I costituenti principali della droga estratta dalla borragine
sono alcaloidi pirrolizidinici e colina. Le proprietà principali attribuite
alla borragine sono quella emolliente e quella antiflogistica; viene
consigliata nel trattamento di bronchite,
stati catarrali,
colite,
gastrite,
pleurite e
tosse secca.
Le controindicazioni all'uso di borragine sono l'allattamento al seno, la gravidanza e le epatopatie.
La borragine può interagire con i farmaci anestetici; in caso di soggetti che devono essere sottoposti a un intervento di tipo chirurgico, l'eventuale utilizzo di rimedi fitoterapici a base di borragine deve sospeso almeno quindici giorni prima.
Olio di borragine - L'olio estratto dai semi di questa pianta è formato per circa il 30% da acido gamma-linolenico; tale percentuale fa dell'olio di borragine una delle fonti più ricche di questo acido.
Le virtù attribuite a questo acido sono a grandi linee le stesse che vengono attribuite a tutti quegli oli di origine vegetale particolarmente ricchi di GLA; viene quindi consigliato per trattare alcune condizioni quali la dermatite atopica, la sindrome premestruale ecc. In realtà l'efficacia del GLA (e quindi dell'olio di borragine) nel trattamento di tali condizioni non è supportato da evidenze scientifiche.
Dal momento che l'acido gamma-linolenico può aumentare il tempo di coagulazione, l'utilizzo dell'olio di borragine è controindicato nei soggetti trattati con anticoagulanti o con antiaggreganti piastrinici perché si avrebbe un aumento del rischio di sanguinamenti.
Le parti della borragine utilizzate in fitoterapia sono le foglie e le
sommità fiorite; la loro raccolta avviene in estate non appena inizia la
fioritura. I costituenti principali della droga estratta dalla borragine
sono alcaloidi pirrolizidinici e colina. Le proprietà principali attribuite
alla borragine sono quella emolliente e quella antiflogistica; viene
consigliata nel trattamento di bronchite,
stati catarrali,
colite,
gastrite,
pleurite e
tosse secca. Le controindicazioni all'uso di borragine sono l'allattamento al seno, la gravidanza e le epatopatie.
La borragine può interagire con i farmaci anestetici; in caso di soggetti che devono essere sottoposti a un intervento di tipo chirurgico, l'eventuale utilizzo di rimedi fitoterapici a base di borragine deve sospeso almeno quindici giorni prima.
Olio di borragine - L'olio estratto dai semi di questa pianta è formato per circa il 30% da acido gamma-linolenico; tale percentuale fa dell'olio di borragine una delle fonti più ricche di questo acido.
Le virtù attribuite a questo acido sono a grandi linee le stesse che vengono attribuite a tutti quegli oli di origine vegetale particolarmente ricchi di GLA; viene quindi consigliato per trattare alcune condizioni quali la dermatite atopica, la sindrome premestruale ecc. In realtà l'efficacia del GLA (e quindi dell'olio di borragine) nel trattamento di tali condizioni non è supportato da evidenze scientifiche.
Dal momento che l'acido gamma-linolenico può aumentare il tempo di coagulazione, l'utilizzo dell'olio di borragine è controindicato nei soggetti trattati con anticoagulanti o con antiaggreganti piastrinici perché si avrebbe un aumento del rischio di sanguinamenti.
