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OGM (organismi geneticamente modificati)
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Gli OGM (organismi geneticamente modificati) sono organismi viventi sui quali sono state applicate tecniche di ingegneria genetica.

Piccola enciclopedia sugli OGM

OGM: come si producono
OGM: dove si trovano
Mais e soia transgenici

La nostra posizione

Riteniamo che sia assurdo esserne contrari a priori, un chiaro sintomo di una mentalità conservatrice al di fuori di ogni logica. La nostra posizione non è ovviamente un sì incondizionato agli OGM, tant'è che una delle regole della dieta italiana si esprime così: la dieta italiana lascia libertà di coscienza sugli OGM; l'importante è che il loro impiego venga sempre segnalato.

La situazione attuale

Dal sito www.guide-du-gourmet.com, in rosso i paesi che accettano gli OGM, in blu quelli con culture sperimentali, in verde quelli che hanno fissato una sospensione provvisoria delle disposizioni europee (la Francia, in arancione, ha anche avviato culture sperimentali).

OGM

Pesto cancerogeno?

La notizia che il basilico possa essere cancerogeno era già presente nel sito nell'articolo di Nico Valerio.
Il pesto prodotto con piante di basilico giovani (inferiori a 10 cm di altezza), il migliore, contiene metileugenolo, mentre quello "industriale", prodotto con piante più vecchie, contiene soprattutto eugenolo.
In un piatto di spaghetti al miglior pesto vi è una concentrazione di metileugenolo 600 volte superiore alla dose salutisticamente accettabile. Ovviamente il soggetto che li mangia anche abitualmente non si ammalerà sicuramente di cancro, aumenterà solo le probabilità di contrarlo. (Per saperne di più).
Sia le associazioni degli agricoltori sia i produttori sia gli amanti della buona cucina sono insorti contro questa scoperta della scienza, ma TUTTI in modo direi infantile: mi hanno rotto un giocattolo, non ci sto, sono brutti e cattivi, mi metto a piangere! Infatti nessuno dei soggetti citati ha cercato di ribattere scientificamente.
La vicenda del pesto è esemplare per alcuni concetti.
  • Gli interessi economici cercano sempre di prevalere sulla realtà che la scienza ci mostra. Notiamo come la mancanza di argomentazioni da parte di agricoltori, produttori, chef ecc. equivalga a un "non ci importa nulla di quello che avete scoperto, a noi interessa lavorare e guadagnare!". Lo stesso Stato penso non prenderà nessun provvedimento (controllo del metileugenolo nelle confezioni) per evitare una levata di scudi (del resto non vende le sigarette??).
  • Il vegetale non è garanzia di salubrità.
  • Il naturale non è garanzia di salubrità. Del resto la natura ci fa invecchiare e ci fa morire, è interessata alla specie non al singolo, per cui deve inserire meccanismi di morte che eliminino il singolo, ma facciano continuare la specie. Per cui affidarsi alla sola natura è dimostrazione di un semplicismo masochistico.
  • Il tradizionale non è garanzia di nulla, anzi quando si conserva la tradizione che è superata è solo sinonimo di arretratezza mentale.
  • Il gusto e la genuinità non garantiscono la salubrità del prodotto: il miglior pesto è quello che contiene maggior metileugenolo, anzi è proprio questa sostanza che fa la differenza. Spesso la genuinità è sostenuta e promossa solo perché significa business. Notiamo come i nostri ministri dell'agricoltura (sia di destra sia di sinistra) siano sempre una delle forze più conservatrici del governo. Una posizione intelligente sarebbe di bocciare il pesto DOC, usare basilico adulto, ottenendo un pesto meno buono, ma salutare.
L'esempio del basilico non è l'unico che boccia il tradizionale. Il mais coltivato biologicamente (o come facevano i nostri nonni) può essere attaccato da un insetto , la piralide, e sviluppare aflatossine cancerogene (notiamo come anche il metileugenolo nel basilico giovane serva per allontanare gli insetti) che poi possono passare in tutti i cibi della catena alimentare del mais.

Le critiche agli OGM

Innanzitutto a tutt'oggi non si sono trovati motivi fondati e generali contro gli OGM che devono essere considerati alla stregua di coltivazioni normali, ibridi, alimenti biologici ecc.: va valutato su ogni caso il possibile pericolo. L'esempio del basilico è illuminante. Solo in base al principio di precauzione si può vietarne l'impiego. Ma abbiamo visto come tale principio appartenga solo alla personalità fobica, dotata, più che di spirito critico, di paura irrazionale.
Smontiamo ora le principali critiche agli OGM.
1) Gli OGM possono provocare allergie e patologie varie in soggetti particolari.
Sciocchezza. Ci sono casi in cui mezza arachide ha provocato la morte. Ogni alimento può potenzialmente provocare allergie mortali in soggetti predisposti. Sono decine quelli nella lista nera degli allergologi. Che facciamo? Vietiamo ogni tipo di frutta o di verdura? Esistono anche patologie (favismo) che prendono il nome da vegetali noti da secoli perché provocate in individui predisposti dal vegetale in questione.
2) Permettere gli OGM significa contaminare anche le coltivazioni tradizionali.
Chi sostiene questa posizione dovrebbe sapere che nel caso del riso il polline non va oltre mezzo metro e nel caso del mais si arriva a 25 m. Basta una separazione di 100 m per non avere problemi con le coltivazioni OGM. Applicando lo stesso ragionamento si dovrebbe invece concludere che le coltivazioni biologiche non sono possibili perché i pesticidi e gli inquinanti trasportati da vento e pioggia hanno portata ben maggiore.

Il futuro

Non è difficile immaginarlo perché il progresso non si ferma. Con le dovute cautele, gli OGM si affermeranno, se non altro per le stesse ragioni economiche che oggi sono fra le cause del loro boicottaggio.
Se ne sono già accorti i produttori di latte lombardi che nel novembre 2003 hanno dovuto buttare il 20% del loro prodotto perché superava il livello di aflatossine derivate dal mais con cui avevano alimentato le loro mucche. Con mais transgenico (i contenuti di aflatossine sono 10-15 volte inferiori) non sarebbe successo.
Pensiamo a una marca di pesto che esce con la pubblicità: "il nostro pesto non è cancerogeno perché non contiene metileugenolo: noi usiamo basilico transgenico!". Se tutti lo comprano, vedrete agricoltori, produttori e chef fare marcia indietro sugli OGM...

OGM - Come si producono

OGMLe biotecnologie sono tecniche che sfruttano le proprietà delle cellule sia vegetali sia animali per produrre nuove varietà di piante o animali (OGM, organismi geneticamente modificati) con scopi che vanno dal consumo alimentare alla produzione di farmaci o vaccini, al trapianto di geni per contrastare determinate malattie.
Lo sviluppo della genetica (in particolare la tecnica del DNA ricombinante) consente infatti di trasferire geni in un seme vegetale o in un uovo fecondato animale, ottenendo un "nuovo" individuo, denominato transgenico.
Le finalità principali sono di ottenere esemplari "migliori". Nel caso delle piante per esempio un prodotto transgenico può:
  • essere più resistente ed evitare l'uso di pesticidi
  • essere meno soggetto a inquinanti (come le aflatossine cancerogene per l'uomo)
  • avere un indice di produttività migliore
  • avere caratteristiche nutrizionali migliori (per esempio maggiore ricchezza di vitamine o minore contenuto di sostanze poco interessanti o addirittura nocive).
La procedura con cui si producono vegetali OGM può essere semplificata in quattro passi.
  1. Isolamento del gene che si vuole trasferire.
  2. Inserimento del gene isolato in un vettore molecolare (per esempio un plasmide batterico).
  3. Replicazione del plasmide in un batterio per avere più copie del gene da trasferire.
  4. Trasferimento del plasmide in una specie vegetale.
Il vantaggio dei vegetali è che le cellule dei vegetali sono totipotenti, cioè in grado di generare un intero individuo.
Per realizzare l'ultimo passo si usava originariamente il plasmide Ti di Agrobacterium tumefaciens perché questo batterio ha un'alta efficienza di integrazione con i cromosomi della pianta che infetta. Un metodo ancora più efficiente è il bombardamento di cellule vegetali con il materiale, preparato di solito su supporti di microsfere d'oro o di tungsteno. Come si vede le tecniche sono piuttosto rozze e al termine della procedura si selezionano le cellule che esprimono correttamente il nuovo gene.
Tecniche più fini mirano a impiantare il gene nel DNA del cloroplasto, un organulo subcellulare esclusivo delle cellule vegetali; poiché il DNA del cloroplasto è ereditato per via materna, non sarà presente nel polline e vengono evitati i rischi di diffusione e di contaminazione fra specie.

OGM - Dove si trovano

Prima di ogni trattazione sugli OGM, sarebbe necessario fissare un concetto fondamentale:

ogni OGM ha caratteristiche proprie esattamente come un alimento o un farmaco.

OGMHa perciò poco peso scientifico descrivere proprietà e rischi degli OGM parlando dell'insieme in generale. Potrebbe esistere un OGM dalle caratteristiche eccezionalmente positive nei confronti della qualità della vita dell'uomo e uno decisamente dannoso. La conseguenza di questa diversificazione è la necessità di capire quali sono i campi di applicazione degli OGM e di trattarli poi separatamente.
Mammiferi e uccelli – Non si sono ottenuti risultati significativi in termini di miglioramento della produzione (sia qualitativa sia quantitativa) rispetto a tecniche di allevamento convenzionali. Pertanto il filone è in stallo e non sembra promettente, anche se ci sarebbero interessanti applicazioni (si pensi per esempi a un latte privo di lattosio perché metabolizzato dall'enzima lattasi nella ghiandola mammaria).
Pesci – Poiché sia la fertilizzazione sia lo sviluppo dell'uovo avvengono all'esterno, nei pesci il trasferimento del transgene è facilitato e ciò ha consentito di ottenere risultati migliori che nei vertebrati a sangue caldo:
  • sviluppo della specie più rapido;
  • maggiori dimensioni.
Dopo i necessari controlli di biosicurezza, probabilmente i pesci transgenici saranno i primi animali a entrare nella catena di produzione.
Vegetali – Come tutti sanno, nel mondo vegetali i risultati delle biotecnologie sono molto più appariscenti e sono già in commercio:
  • piante resistenti agli insetti e ai microrganismi;
  • piante resistenti agli erbicidi;
  • piante resistenti alle difficoltà climatiche (gelo e siccità);
  • prodotti conservabili più a lungo;
  • prodotti dalle migliori caratteristiche alimentari come maggiore ricchezza di macronutrienti e micronutrienti pregiati e minore presenza di sostanze dannose (come l'acido erucico nell'olio di colza).
I vegetali più sottoposti a biotecnologie sono: mais, soia, riso, frumento, segale, fagioli, piselli, pomodori, patate, insalate, carote, cavoli, fragole, cocomeri, pere ecc. I paesi più interessati ai vegetali OGM sono Stati Uniti, Canada, Argentina, Cina e India. Nell'Unione Europea solo due sono quelli approvati per la commercializzazione (ne è vietata la semina). Questa posizione è del tutto incoerente perché da un lato non garantisce chi teme gli OGM e dall'altro penalizza l'Europa rispetto a chi fa un uso massiccio delle nuove tecnologie. In Europa è permessa la commercializzazione del mais Bt, resistente agli insetti, e della soia resistente agli erbicidi, entrambi oggetto del prossimo paragrafo.

Mais e soia transgenici

Mais Bt - Per rendere il mais resistente agli insetti, si inserisce il gene Bt del batterio Bacillus thuringiensis. Tale bacillo è molto diffuso nel terreno e ha la proprietà di codificare una proteina (Bt) che è una prototossina, cioè diventa tossica solo nell'intestino dell'insetto perché un enzima specifico (proteasi) ne stacca una parte liberando la parte appunto tossica. La proteina non è tossica per l'uomo o per gli animali, tant'è che da quarant'anni ne è consentito l'uso (in spray) in agricoltura biologica.
Il mais Bt risulta pertanto resistente agli insetti e in particolare alla piralide. Il vantaggio del suo impiego consente di:
  • ridurre gli insetticidi (per lo più non biodegradabili);
  • evitare la contaminazione del mais, attaccato e indebolito dalla piralide, da parte di altri virus o funghi, in particolare le aflatossine cancerogene.
SoiaSoia resistente agli erbicidi - Circa un quarto della produzione mondiale di soia è transgenica. Uno dei problemi della coltivazione è la relativa fragilità della soia nei confronti degli erbicidi che vengono utilizzati per ridurre le piante infestanti: l'impiego di erbicidi riduce il raccolto di soia di circa il 10% perché non sono completamente selettivi nei confronti delle varie specie vegetali.
In linea di massima si potrebbero usare erbicidi totali (come il glifosato e il glifosinato) che distruggono ogni pianta, pur essendo rapidamente biodegradabili e a bassissima tossicità per l'uomo. Poiché sono stati individuati batteri che producono enzimi capaci di inattivare gli erbicidi totali, è stato possibile utilizzare tali conoscenze per produrre soia transgenica resistente a glifosato e glifosinato. In tal modo è possibile usare un solo trattamento con il glifosato (erbicida totale), senza dover usare numerosi trattamenti con erbicidi parziali. 
E i rischi? - L'impiego di soia transgenica è il miglior esempio di come i rischi degli OGM sono praticamente inesistenti nel caso si certifichi il singolo prodotto OGM. Infatti decine di milioni di consumatori utilizzano ormai da anni cibi alla soia transgenica senza che si siano avuti riscontri superiori a quelli di altri alimenti naturali (ricordiamo che l'allergia a un alimento non è un problema dell'alimento, ma del soggetto ricevente, tant'è che esistono allergie a praticamente tutti gli alimenti in commercio).
Il problema non è dunque OGM sì od OGM no, quanto la presenza di controllori (cioè autorità preposte al controllo) che verifichino la pericolosità di messa sul mercato di nuove specie OGM, proprio come viene fatto con i nuovi farmaci.


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