La dieta ABCDE
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In realtà il ragionamento di Akwrfeldt non è suffragato da nessuna ricerca su grandi numeri e anzi è in contrasto con una serie di evidenze fisiologiche (tra l'altro è in contrasto anche con la zona di Sears utilizzata da molti body builder), per esempio se io mi abbuffo di carboidrati è praticamente impossibile che i livelli di IGF-1 aumentino. Inoltre la limitazione dell'allenamento di forza nella fase ipocalorica produce inevitabilmente un deallenamento. Siamo cioè di fronte a una visione molto ottimistica secondo la quale i livelli ormonali potrebbero essere controllati a piacere semplicemente scegliendo la dieta giusta. Se fosse così, non si capirebbe perché le malattie ormonali non siano curate con l'alimentazione anziché con farmaci molto spesso accompagnati da notevoli effetti collaterali.
Funziona? - In alcuni individui sembra funzionare, ma è un grande bluff. Volumizza, ma non rafforza. Perché volumizza? Perché in presenza di attività fisica intensa e di superalimentazione è ormai noto che il grasso corporeo non si localizza, ma si distribuisce. Anche molti runner, senza saperlo, fanno una dieta ABCDE: periodi di sovralimentazione seguiti da periodi ipocalorici (da sensi di colpa!) per rientrare in un peso accettabile. Rispetto ai sedentari, il loro corpo è comunque armonico e a prima vista solo robusto (la classica costituzione robusta): il grasso rimasto (se il periodo ipocalorico è lungo non c'è volumizzazione perché il grasso se ne va veramente tutto) si è distribuito uniformemente. Per verificare la cosa, basta eseguire una dieta ABCDE e poi misurare il grasso corporeo con una bilancia impedenzometrica: si otterrà un aumento di uno o due punti percentuali (a prescindere dal punto di partenza).
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